La Gazzetta di Baulandia

La Gazzetta di Baulandia 1800Nel 1809, il signor Mentogrosso, proprietario del grande ristorante “Biscotti e Salsicce”, nel centro della fiorente Baulandia, fece un’impressionate indigestione e chiuse la sua locanda per tre settimane.
Inchiostro di China, il miglior giornalista de La Gazzetta di Baulandia, seguì il suo stato di salute e quando il locandiere migliorò e riaprì il suo locale, il titolo del giornale, su tre colonne, fece felici tutti gli abitanti della città e attirò tantissimi clienti sul luogo.
Quello fu uno dei primi scoop del nostro quotidiano!

Certo, allora era un giornale che usciva con una tiratura (cioè un numero di copie) molto bassa.
La Gazzetta veniva letta da circa mille persone, che è tanto, se si pensa che gli abitanti di Baulandia erano circa settemila, ma è poco paragonato alle tirature di oggi.
In ogni casa della nostra città, oggi, è possibile trovare una copia del nostro quotidiano.
Gli abbonati sono quasi un milione ed è il giornale più venduto nel nostro paese.

Nella skyline di Baulandia(la linea che disegnano nel cielo i profili dei palazzi della città) campeggia alto il grattacielo Bau Building, in cui lavora la redazione de La Gazzetta di Baulandia, della quale io mi onoro di far parte.
Questo panorama rende inseparabili Baulandia e il suo giornale più conosciuto.

Io sono Papà Pennino e ho deciso di aprire questo blog per parlare di tante curiosità che non riesco a scrivere sul quotidiano.

Oggi per esempio, volevo raccontarvi, in poche parole, come nasce l’Eco di Baulandia!
Come dite?
Cos’è questo titolo? Stavo parlando di un giornale e improvvisamente ne cito un altro?
Invece no.

Nel 1760, quando la città stava cominciando a svilupparsi, dopo la sua fondazione del 1713, il giovane tipografo Dita Macchiate, decise di stampare, a uso e consumo della crescente popolazione, un foglio che portasse le notizie a tutti gli abitanti.
Nacque così L’Eco di Baulandia, un manifesto grande quanto un A3 (il doppio dei fogli che usate normalmente nelle vostre stampanti) che veniva affisso ogni settimana in Piazza Bau… la piazza del mercato.
Chi voleva poteva pagare un soldo e portarsene a casa una copia.
L’iniziativa piacque molto… però, Dita Macchiate lavorava tantissimo e riusciva malapena a mantenersi.
Anche solo scrivere e stampare un foglio alla settimana era un’impresa davvero ardua per una persona sola.
Gli venne in aiuto allora un marinaio che aveva vissuto per anni in Italia e che, trasferitosi nella nostra isola, fece presto amicizia con il tipografo, ammirandone il lavoro svolto per produrre l’Eco di Baulandia.

Il marinaio si chiamava Porto Fino e decise di smettere di andare per mare e di dedicarsi al giornalismo.
Rintracciò altri ragazzi interessati e fondò la prima redazione del giornale, convincendo quindi Dita Macchiate a farlo diventare un vero quotidiano di più pagine e a trasformare il suo nome in “La Gazzetta di Baulandia”!

A proposito, sapete da che cosa deriva il termine “gazzetta”?
Nel 1563, a Venezia girava un foglio, piegato a formare 4 o 8 pagine ogni volta, che raccontava lo svolgersi dei rapporti internazionali tra la Repubblica di Venezia e l’Impero Ottomano.
Questo foglio costava due soldi e la moneta da due soldi della repubblica veneziana veniva chiamata GAXETA.
La pubblicazione assunse quindi tale nome, semplificato in “gazzetta”, e quello divenne, per secoli, il nome più diffuso per i giornali!

In un prossimo articolo, vi racconterò come la Gazzetta di Baulandia divenne un grande quotidiano seguendo la trasvolata atlantica del Conte Elica che atterrò proprio dove venne fondato l’aeroporto di Baulandia… e poi del grande scoop nel quale venne riportato lo smantellamento e il rimontaggio del Grand Hotel Baulton e… e tante altre cose… ma un’altra volta.

Per ora vi saluto e, mi raccomando, come si dice tra noi giornalisti: “restate sul pezzo”!

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