La Leggenda del Crisantemo

crisantemoBau cuccioli, tutto bene?
Io, oggi, stavo guardando i miei cespugli di crisantemi.
Fioriscono proprio in questa stagione, in una fantastica esplosione di colore.
Io sono affascinata da questi fiori che trovo bellissimi.
Ce ne sono di tantissime specie, sapete?
I più semplici assomigliano alle margherite bianche e non sono sicuramente quelli che vengono in mente quando si cita questo fiore.
Quello che conosciamo maggiormente, infatti, ha la corolla composta da centinaia di petali filiformi o tondeggianti.
Di talmente tanti colori che l’elenco sarebbe lungo e noioso.

Il nome significa “Fiore D’Oro” e probabilmente è stato chiamato così nell’antichità, perché i primi esemplari conosciuti dovevano essere quelli di color giallo.

Comunque, oggi li guardavo, nel mio giardino, dove crescono liberi e ripensavo a una vecchia leggenda che ne racconta l’origine.
La volete leggere?

Comincia in una terra lontana, probabilmente l’India o la Cina, i paesi dove sono stati coltivati per primi questi fiori, e racconta di una mamma e di una figlia.

Le due vivevano da sole in una capanna piccola e desolata, povere… ma serene.
L’unica nota di bellezza in quella costruzione spoglia era un bel cespuglio di fiori bianchi che il papà della bambina aveva coltivato per la figlia, prima di andarsene.
Quello era il più grande tesoro della ragazzina.
La piccola curava ogni mattina all’alba quei fiori, dopodiché aiutava la mamma nelle faccende di casa e i giorni passavano in tranquillità.
Un giorno però arrivò una brutta gelata che distrusse quasi tutto il cespuglio, facendo appassire tutti i fiori tranne uno.
La bimba allora si gettò anima e corpo nel tentativo di farlo sopravvivere e lo salvò, facendolo crescere forte e sano, unico fiore di quella che un tempo era una bella aiuola.

La gelata però fece anche ammalare la mamma, che cercò di nasconderlo alla figlia, finché purtroppo non fu costretta a rimanere a letto, preda della febbre.

La piccola allora si occupò della madre, curandola, lavandola e nutrendola, ma la donna deperiva giorno dopo giorno e nulla sembrava servire.
Se avessero avuto dei soldi avrebbero chiamato un medico, comprato delle medicine… ma erano povere e nessuno poteva farci niente.

La mamma peggiorò e perse conoscenza.
La bambina allora decise di fare l’unica cosa che poteva, e cominciò a pregare.
Aveva sentito che, affinché le divinità esaudissero le preghiere degli umani, si doveva donare loro qualcosa di prezioso, ma la bimba non aveva niente… a parte il suo ultimo fiore.
La bimba guardò la mamma moribonda e il suo cespuglio, poi, con le lacrime negli occhi, prese le forbici e andò a tagliare il fiore, lo mise in una bottiglia piena d’acqua e andò in un angolo, cominciando a pregare che il dio della medicina facesse guarire la mamma.

Aveva donato la cosa più preziosa che aveva e il dio della medicina si commosse e rispose alla bambina.
“Tu sei stata generosa con me e io lo sarò con te.
Tua mamma vivrà e starà bene per tanti anni quanti sono i petali di questo fiore che così altruisticamente mi hai donato.”
La bambina sorrise, poi vide il fiore e sgomenta notò che i petali non erano nemmeno dieci.
Il dio era andato e non poteva chiedere di più.
Era già stato tanto generoso… ma i petali erano pochi.

Le venne però un’idea!

Prese le forbici e lentamente, con attenzione, cominciò a tagliare, per lungo, i petali del fiore, uno a uno… ognuno in decine e decine di fili.
Ci lavorò tutta la notte, quindi, spossata, si addormentò.

Il giorno dopo si risvegliò e vide una cosa magnifica.
Il dio aveva capito e aveva apprezzato.
La mamma stava bene e l’aiuola era piena di quei meravigliosi fiori dai tanti petali.
Era nato il crisantemo e la mamma visse tanti anni felici e sereni insieme a sua figlia.

La conoscevate questa leggenda, cuccioli?
A me piace tanto, quanto il fiore di cui narra la nascita.
Adesso però devo andare, mi è entrato un bruscolino in un occhio.

A presto, cuccioli, e crescete rigogliosi!

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