le maschere regionali italiane

Bau, cuccioli, tutto bene?
Qualche tempo fa, prima di trasferirsi nuovamente a casa nostra, Zio Champion, il mio fratellino, scrisse una bella mail a Baguette e Bonton descrivendo alcuni dei più bei carnevale cui avesse assistito.

(link al racconto).

In molti paesi, ma non qui a Baulandia, si festeggia questa particolare ricorrenza che è una bella scusa per mettersi in maschera… un po’ come facciamo noi e gli americani ad Halloween.
È una festa molto sentita in Brasile, per esempio, ma forse di più in Italia.

Quella mail mi incuriosì molto e, da buon giornalista quale sono, decisi di approfondire l’argomento scoprendo così l’esistenza di una tradizione molto curiosa.

Dovete sapere infatti che: nel Bel Paese ogni regione ha una MASCHERA che la rappresenta durante le festività carnevalesche.

Rugantino

Sono personaggi che derivano dalla Commedia dell’Arte (un periodo in cui gli attori improvvisavano rappresentazioni su personaggi e cliché comuni e riciclati da attore ad attore… in modo simile a come fanno molti comici nel corso degli sketch che oggi vediamo in televisione) o dagli spettacoli di burattini e marionette (spesso versioni più popolari e infantili di quelle della Commedia dell’Arte) o, ancora, da tradizioni molto più antiche.
Alcuni (pochi) di questi personaggi sono stati anche creati ex novo per rappresentare la regione della quale sono poi diventati portabandiera.

Non citerò tutte le maschere… le regioni italiane sono venti e alcune di loro hanno più di una maschera tipica e diventerebbe un articolo troppo lungo … ma permettetemi di illustrarvi alcune delle più famose.

Partiamo dal Lazio, sede della capitale del Bel Paese, dove troviamo la MASCHERA di Rugantino.

Gianguja

Rugantino è un nome che deriva dal modo dire dialettale “RUGÀ” cioè “protestare con forza”.
Il personaggio originariamente, in forma di marionetta, rappresentava le guardie cittadine romane, un po’ bulle e un po’ vigliacche, mostrandone il lati più odiosi (da cui il cappello militare), pian piano, col tempo, però, è diventato il tipico giovane romano, che rispecchia la bonarietà della povera gente.

Tempo fa è diventato famoso per un musical interpretato dal grande e compianto attore italiano Nino Manfredi.

In Piemonte invece, c’è Gianduia, una delle più famose Maschere italiane.

 

Pantaleone

Gianduia era in origine un burattino, creato nel 1700.
Il nome deriva dal dialetto piemontese Gioann dla doja ovvero Giovanni del boccale.
Grassottello e allegro, spesso rappresentato col boccale in mano, rappresenta il tipico piemontese che, senza scomporsi, un po’ brillo, commenta e mette in discussione tutta la politica e la vita dei potenti.
Dal suo nome derivano i Gianduiotti, gli squisiti cioccolatini torinesi che venivano regalati durante il carnevale e la grossa caramella esagonale chiamata appunto Gianduia.

In Veneto, tra le molte maschere tipiche del carnevale, si è imposta in fretta quella di Pantalone.

Pantalone (Pantalon, in veneto), era un nome comune dato ai rampolli dei mercanti e la Maschera rappresenta proprio il tipico mercante avaro e meschino da prendere in giro in tante pantomime teatrali.
Se pensiamo che i mercanti, a Venezia, erano personaggi di scene comiche e drammi teatrali fin dal Medioevo, possiamo intuire quanto fossero tipici della vita della Serenissima (la repubblica di Venezia).

Balzalone

In Emilia Romagna invece troviamo il dottor. Balanzone.

Bologna è stata la sede delle prime e più importanti università italiane.
In modo naturale, quindi il rappresentante del capoluogo emiliano diventa un vecchio avvocato vanaglorioso e saccente, che parla dando ad intendere di essere un grande esperto di qualunque cosa, senza dire, in realtà, mai niente di utile.
Il nome Balanzone deriva, con tutta probabilità, da “balanza” (bilancia) l’antico simbolo della Giustizia (quindi dei tribunali e, per estensione, degli avvocati).

Pulcinella

In ultimo vi voglio parlare brevemente di Pulcinella e Arlecchino.

il primo, Maschera della Campania e di Napoli.

il secondo rappresentante della Lombardia e, più precisamente, della città di Bergamo.

Sono le due Maschere in assoluto più famose, tanto da essere diventate simbolo del Carnevale italiano in tutto il mondo.
Probabilmente hanno entrambe la stessa origine. Derivanti addirittura dal teatro dell’antica Roma e dalle leggende degli spiriti e dei demoni contadini degli antichi popoli italici.

Rappresentano entrambi il servo furbo e scaltro.
Più pigro, Pulcinella, e più attivo e intraprendente Arlecchino, anche questi due personaggi rappresentano chiaramente la tradizionale critica ai tipici abitanti delle due regioni citate.

Arlecchino

E voi, cuccioli?
Da cosa vi volete travestire a carnevale?

Condividi: