Le Maschere Regionali Italiane 2 (quelle meno note)

Bau, cuccioli, tutto bene, avete festeggiato il CARNEVALE?

Alcuni di voi mi hanno scritto, dopo il mio ultimo articolo, chiedendomi di approfondire l’argomento delle maschere regionali italiane.

Ho pensato a come poterlo fare… per non scrivere una semplice ripetizione del mio ultimo intervento.

Riguardando il blog di mia moglie, Mamma Strimpella, che vi sta intrattenendo raccontandovi di strumenti strani, e quello di mio papà, Nonno Falchetto, che vi sta raccontando delle bizzarrie della natura, mi è venuto in mente che potrei usare lo stesso principio e parlarvi delle maschere meno conosciute e più curiose.

Per esempio, sicuramente pochi di voi avranno sentito parlare di

GIANGURGOLO

Questa maschera è nata, come molte altre, per ridere di una parte della popolazione della regione d’origine.
Nello specifico, si prendeva gioco di quei nobili che avevano una considerazione troppo grande di loro stessi.
Di quei “signorotti” che imitavano i modi di fare dei nobiluomini spagnoli e portoghesi di metà del settecento (periodo in cui è nata questa maschera).
Giangurgolo prende il nome da GIANNI (prefisso di molte maschere, derivato da ZANNI, che era la maschera originaria della commedia, portata in giro dai gruppi di teatranti) e dal verbo GORGOGLIARE che ne definirebbe la tendenza ad abbuffarsi di cibo ma anche di parole… come ogni vero “spaccone”.
Di solito questa maschera porta un colletto a sbuffo, tipico della nobiltà dell’epoca, un altissimo cappello e una spada lunga e sproporzionata… oltre a un grande naso… che ne sottolineerebbero la spacconeria.

Giangurgolo è una maschera Calabrese!

Poi, Cuccioli, avete mai sentito parlare di

SANDRONE ?

Sandrone è un contadino. Un contadino pieno della saggezza della gente semplice ma che patisce anche le sue origini umili e alle volte cerca di darsi un tono da intellettuale, cominciando a sproloquiare in un linguaggio che, secondo lui, dovrebbe essere “magniloquente” ma che, in realtà risulta solo incomprensibile.
Ogni tanto, cede al lato più brutale e bastona i prepotenti ma anche chi, non sempre, lo merita.

Porta un gilet a pois e una cuffia da notte rossa, in testa.
Ha il viso rotondo e gli manca qualche dente e le calze, spesso arrotolate, mettono in mostra parte delle gambe.

Nasce come marionetta ma ha presto riscosso grande successo, come molte maschere, nella Commedia dell’Arte.

Sandrone è una maschera dell’Emilia Romagna (da Modena, in particolare).

E che dire di

CAPITAN MATAMOROS ?

Un capitano vanaglorioso che racconta di aver compiuto imprese alle quali non ha mai partecipato e di aver vinto battaglie mai combattute.
Ha un vestito dai colori sgargianti e un cappello e una spada gigantesche che, come gli accessori di Giangurgolo, servono a sottolinearne l’aspetto ridicolo.

Capitan Matamoros arriva dall’Emilia Romagna anch’egli e, più precisamente, da Bologna.

In tempi recenti, invece, è stato creata la maschera di

BURLAMACCO

Nel 1930 il pittore futurista Uberto Bonetti realizzò un manifesto per reclamizzare il carnevale di una città toscana.
Il nome può derivare da un personaggio del Decamerone, di Boccaccio, da un uomo politico di quegli anni oppure, da un canale che attraversa la città cui era dedicato il carnevale pubblicizzato.

Non essendo nato come personaggio teatrale o come burattino, Burlamacco non ha una vera personalità ma è, per una volta, una vera e propria maschera!

Burlamacco, come già detto è una maschera toscana e la città della quale pubblicizza il Carnevale è Viareggio.

Ma, se il fatto che possano essere nate maschere ufficiali del Carnevale italiano in tempi così recenti vi ha stupito, sappiate che forse la più moderna è

CIUCCIULIN

(© di spaziominimo https://www.facebook.com/spaziominimo/ )

Nato nel 1953 e creato da Romeo Bevilacqua, un pittore anch’egli, cicciulin è un marinaio, nobile e generoso, anche se rozzo, che ha navigato per i Sette Mari e, nei porti di ognuno di essi, ha avuto altrettanti figli.

Cicciulin è una maschera Ligure (nello specifico, di Savona).

Allora, cuccioli, che ne dite? Sono riuscito a stupirvi?
Fatemi sapere se al prossimo carnevale vi travestirete da una di queste maschere o, magari, da qualcuna che non conosco… e, chissà, la prossima volta, potrei parlare di voi!

BAU a tutti!!!

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